Cosa succede in British Columbia? Studio, lavoro, praticantato

Studio, lavoro e praticantato a Vancouver

Cosa succede in British Columbia? Studio, lavoro, praticantato.

Ricordo che durante una delle nostre serate, precisamente all' Informagiovani di Vicenza, si era toccato il tema dello studio collegato all'apprendistato in Canada. Era mia opinione, quasi un anno fa', che anche in questo.
Detto e subito fatto.

Precursore di cambiamenti, in quest'area, è la British Columbia.
I cambiamenti sono stati voluti dal Ministery of Advanced Education ed hanno decorso dall'1 Settembre 2016 e per ora, valgono solo in British Columbia.
In cosa consiste il tutto e in che ottica dobbiamo vederlo: favorevole o sfavorevole a chi intraprende un periodo di studi in Canada e cerca un praticantato nello stesso campo?

Sicuramente i cambiamenti saranno favorevoli per i nuovi studenti, riducendo quasi totalmente quei programmi, soprattutto legati a materie del mondo del Budsiness, che prevedono praticantati gratuiti. Ma in cosa consistono questi adattamenti?
Andiamo con ordine: tutti i Co-op programs che prevedono un periodo, per legge, di studio pari al 50% della durata e 50% di praticantato dovranno essere retribuiti. Quindi non esisteranno più Co-op che siano 50% studio e 50% praticantato gratuito. Si passerà a 50% studio e 50% lavoro retribuito.
I praticantati non retribuiti resisteranno ma saranno fortemente limitati. Il periodo di praticantato non retribuito passerà dal 50% a , solo, il 20% della durata.
Una limitazione notevole.
Non solo: in British Columbia, il monte ore settimanali, per poter essere uno studente a tempo pieno sarà di 20 ore e non più di 15.

Ora si aspettano gli adattamenti delle varie Designated Learning Institutions della BC, adattamenti che favoriranno gli studenti che vorranno vivere e studiare a Vancouver e dintorni.

Si adatteranno a questo New Deal anche le altre provincie e le altre Istituzioni?
Sembra ormai chiaro che le manovre del Governo Canadese sono atte ad accogliere nuovi studenti. Nuove persone che siano pronte ad affrontare un cambiamento culturale e di modo di lavorare. Mi sembra, quindi, che dovremmo solo essere pazienti ed aspettare.